VIVERE IN CAMPER – SONO VIVO PER MIRACOLO

“Tanto a me non succederà mai!”

 

Ricordi l’articolo NON SOLO GIOIE in cui elencavo i principali lati negativi di chi ha scelto il camper quale abitazione itinerante?
Fra le varie considerazioni in esame, la prima, e forse la più importante citata, era la possibilità di incorrere in un’ avaria del camper o peggio essere coinvolto in un incidente stradale.

“….Un guasto meccanico o un incidente stradale che comportano un lungo fermo del camper per la riparazione sono situazioni scomode per un fulltimer perché in entrambi i casi si troverebbe privo di un mezzo per spostarsi e sopratutto senza la sua casa e, di conseguenza, del suo contenuto”

E’ prassi pensare “a me non succederà mai, per strada sono molto attento, curo scrupolosamente la manutenzione del mezzo, perché proprio a me?”
Ammetto di essermelo detto tante volte, forse anche per auto convincermi, perché secondo la legge d’attrazione noi siamo vittima dei nostri stessi pensieri.

Purtroppo con me la legge d’attrazione non ha funzionato: in 2 anni di questa vita non mi era mai capitato nulla di tanto grave, soprattutto in termini di sicurezza.

Sabato 1 Settembre ritornavo da Roma, erano le 7 della mattina di una giornata fresca e soleggiata.
Mentre percorrevo una deviazione obbligatoria della E45 (maledettissima strada, se potete evitatela come la peste) in direzione Cesena, sulla SP77 subito dopo una curva a sinistra in discesa, un rapidissimo sbandamento del camper, accompagnato un forte rumore proveniente dal posteriore, mi costringe ad un abile controsterzo per mantenere in traiettoria il mezzo e fermarlo nello spazio più breve possibile. Dietro di me, un autotreno che precedevo riesce a scartarmi e mi sorpassa con non pochi rischi per evitarmi. E qui ci sarebbe anche da ricordare che bisogna sempre mantenere un’appropriata distanza di sicurezza, purtroppo non tutti i viaggiatori se ne ricordano.

Al pneumatico posteriore destro si era staccato il battistrada che si era attorcigliato intorno all’asse posteriore, fissandosi saldamente al semiasse: purtroppo aveva schiacciato il tubo idraulico del freno mettendo anche in tensione il cavo del  freno a mano e di fatto bloccando la rotazione della ruota.

Dopo aver accertato che il battistrada aggrovigliato era impossibile da “sbrogliare” e che rendeva inutile la sostituzione del pneumatico, la mia assicurazione mi invia da Arezzo (non c’erano  nulla di più vicino) il soccorso stradale.

Arrivo ad Arezzo alle 13,30. Ecco, qui ho avuto l’unica fortuna della giornata: ho trovato un’officina onesta e disponibile che nel tardo pomeriggio mi ha rimesso in strada con 2 pneumatici nuovi dopo aver riparato le tubazioni dei freni e il parafango interno che si era piegato a causa dello scoppio della gomma.

Purtroppo sono casi che possono succedere e il web è pieno di fatti simili al mio, soprattutto parlando di camper.
E nella maggior parte si parla di danni agli pneumatici posteriori che sono quelli in cui grava il maggior peso dell’autocaravan.

A questo si aggiunge lo stress meccanico che le gomme accusano sulle nostre strade che sono nella maggior parte dissestate e quasi impercorribili: mi riferisco a quelle di Roma, dove col camper ho vissuto per 2 anni, ma anche alla superstrada E45 che per ragioni personali ho percorso decine di volte.

A nulla sono servite le mie attenzioni nella verifica periodica del battistrada, della corretta pressione degli pneumatici (che avevano solo 3 anni e 30 mila km) e dell’inversione fra i 2 assi anteriore e posteriore.

E’ successo e sono vivo per miracolo. Mi ha aiutato soprattutto la bassa velocità che è mia abitudine avere alla guida, e che mi ha permesso di riprendere la traiettoria del camper e fermarlo in poco spazio.
Non in ultimo la prontezza dell’autotreno a schivarmi.

Altrimenti, forse, non sarei qui a raccontarlo.

Ma c’è dell’altro …  🙁

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